Carta dei Diritti Universali del Lavoro

Nuovo statuto delle Lavoratrici e dei Lavoratori

 ‘Vogliamo provare a cambiare fase’. Nino Baseotto, segretario Cgil,  su Radio Articolo 1 è intervenuto sulla sfida che la sua organizzazione lancia con la Carta dei diritti universali del lavoro, per cui ‘chiunque svolga un lavoro deve avere dei diritti fondamentali’. E perché ‘il lavoro’, riscattato, torni finalmente al centro dell’agenda politica nostrana ed europea. Fino al 19 marzo le iscritte e gli iscritti al sindacato voteranno su 2 quesiti: se condividono i contenuti della Carta e se ritengono che la Cgil si debba attivare su dei quesiti referendari per abrogare le norme che ostacolano il percorso di questa proposta di legge d’iniziativa popolare. L’impegno delle donne e degli uomini della Cgil sulla Carta deve essere ‘24 ore su 24, 7 giorni su 7. Deve essere un elemento allo stakanovismo’ rimarca col suo tipico piglio imperativo il segretario organizzativo. Sono già state programmate, nelle camere del lavoro, 7–8 mila assemblee. E siamo solo agli inizi di un confronto che vuole aprirsi a tutti i lavoratori, non solo ai tesserati. In merito Baseotto sottolinea come la proposta della Carta non contraddica ma anzi affianchi la stagione sindacale unitaria con Cisl e Uil. Basta leggere i titoli dei suoi articoli per capire come sia ‘recepito l’accordo sulla rappresentanza e la rappresentatività’ e come nella parte sui contratti si attinga ai contenuti condivisi di nuovo modello di relazioni industriali. In più ci sono ‘tanti valori che appartengono al patrimonio comune unitario’. Del resto la seconda fase, quella più difficile, che parte ad aprile, punta a raccogliere milioni di firme certificate. È tutta la società che va convolta nella sfida straordinaria per i #dirittiditutti, che sta viaggiando per l’Italia anche su un pullman, foriero di dignità e libertà
mantova | 22 febbraio 2016, 11:25
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